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01/02/2008
Droga oggi
Il caso recente dello studente deceduto, dopo aver fumato uno spinello, ci riporta alla riflessione sul problema droga. Ancora la macchina ipocrita e strumentale di un sistema moralmente conservatore e cieco si rimette in moto. L’uomo, da quando esiste, ha cercato di fuggire ad una materia crudele che imprigiona in un corpo che nasce, decade e muore. In Messico i funghi allucinogeni, in Cina l’oppio, in occidente alcol e tabacco.
Tutte queste culture hanno convissuto con le droghe assorbendone gli effetti negativi. Il problema giunse quando iniziarono i contatti e ci fu lo scambio. Gli indiani d’america furono distrutti dall’alcol dell’uomo bianco e, col tempo, l’occidente iniziò a misurarsi con l’oppio ed i suoi derivati entrando in quel tunnel infinito del quale ancora oggi non vediamo l’uscita.
La soluzione è in un approccio culturale votato alla informazione e educazione. Il proibizionismo non ha mai risolto niente e mai risolverà. Viviamo in una società che monopolizza e commercializza alcol e tabacco demonizzando tutto il resto non considerando che le morti per le droghe legali superano di gran lunga quelle provocate dalle fuorilegge.
Monopolizzare e controllare la distribuzione di tutte le sostanze stupefacenti significherebbe levare la più grande fonte di guadagno ai poteri mafiosi. Vorrebbe dire togliere ad esse quell’alone “eroico” di fuga dal sistema ed ossequio alla figura dell’eroe negativo che le nuove generazioni tributano al consumo.
In una società che spinge all’emergere e all’apparire il non avere identità significa non esistere. Con la droga o anche solo con l’appartenenza a categorie in dissenso col sistema le persone trovano, anche se in negativo, una collocazione. E allora rimuovere le cause che portano al consumo o comunque diminuirne l’impatto sociale significherebbe essere sulla strada di una corretta risoluzione di un problema che altrimenti rischia di ingigantirsi e diventare irrisolvibile.
Nel paniere delle sostanze stupefacenti metterei le sostanze dopanti utilizzate nello sport. Potrà sembrare strano e provocatorio ma anch’esse sono parte del discorso generale fin qui intrapreso. Una società che dà un valore eccessivo al record ed al successo spinge l’atleta a soluzioni illecite, salvo poi crocifiggerlo se scoperto. Ed allora leviamoci la benda e affrontiamo l’ostacolo senza moralismi e influsso dei “buoni sentimenti”.
12:57 Scritto da: singer61 in Ambiente e Sociale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ambiente, sociale, energia, economia | OKNOtizie |
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